Tutorial: creazione di una coppa con Rhino 6.0 e Grasshopper

Tutorial Rhino a cura di Carmen Russo

Indice Tutorial Rhino e Grasshopper

Introduzione
Lista dei comandi RHINO e Grasshopper
Procedimento in Rhino
Procedimento in Grasshopper
Conclusioni
Link utili

Introduzione

In questo tutorial si vuole mettere a confronto i due sistemi, Rhino e Grasshopper, per realizzare un medesimo oggetto, una coppa. Se è vero che la modellazione con le Nurbs risulta più veloce e immediata sono indubbi i vantaggi della modellazione parametrica una volta apprese le basi.

Il livello di questo tutorial vuole essere introduttivo per chi ha poca dimestichezza con entrambe le modalità di progettazione. Si da per scontato che il discente conosca già l’interfaccia di Rhino, come attivare e selezionare gli osnap e come attivare Grasshopper.

Prima di iniziare questo tutorial Rhino accertarsi che il comando Registra Storia sia attivato. Questo consentirà di poter modificare l’oggetto a fine costruzione.

Nella parte del tutorial dedicata a Grasshopper ci si è fermati alla creazione della superficie con l’offset. L’estrusione infatti contiene dei procedimenti più avanzati.

Lista dei comandi Rhino e Grasshopper

Comandi usati in Rhino:
  • ellisse
  • offset crv
  • circonferenza
  • copia
  • scala con gumball
  • sposta con gumball
  • loft
  • offset srf
  • modifica con registra storia
Componenti usati in Grasshopper:
  • crv (assegna le curve in RH)
  • control poligon
  • poligon center
  • scale + number slider
  • merge
  • loft

Procedimento in Rhino

Per prima cosa ricordarsi di attivare Registra Storia

Si può rendere permanente questo comando cliccando col tasto destro e selezionando “registra sempre” il comando si interromperà in automatico, dandone un avviso preliminare, quando si compiranno determinate azioni sull’oggetto madre, ad esempio cut.

Usando il comando Ellisse possiamo creare, nella vista superiore, un’ellisse che sarà la base della coppa. Si sceglierà come centro dell’ellissi il punto zero digitandolo sul pront dei comandi e dando invio.

Col comando Offset si creeranno altre due ellissi più grandi. Col comando Circonferenza si creerà la sezione per lo stelo della coppa. La circonferenza appena creata dovrà essere duplicata col comando Copia sul posto (tasto destro del comando Copia).

Tutti questi oggetti giacciono sul piano xy, ora bisognerà spostarli l’ungo l’asse z prima di creare la superficie con comando Loft. Con Gumball attivato spostarsi sulla vista prospettica o destra e spingere una curva alla volta verso l’alto, lasciando la prima invariata.

Mentre si compie questa azione è bene tenere a mente il disegno di massima che vogliamo ottenere:

Attivare il comando Loft, dentro il menù dedicato alle superfici, e selezionare partendo dal basso tutte le curve.

Regolare il punto di giunzione del loft, aiutandosi con l’osnap Quad

Dare invio per confermare le opzioni. A seconda di come si sono disegnate le curve di partenza potrà essere necessario apportare modifiche alle opzioni.

Se il comando Registra Storia è stato correttamente attivato si potrà notare che modificando una delle curve, ad esempio scalandone le misure con Gunball, la coppa si modificherà di conseguenza.

Ultimo comando per la parte Rhino è l’Offset Superficie. Con questo comando si crea una superficie, interna o esterna rispetto la prima, alla distanza che si desidera. Queste impostazioni si possono attribuire nel pront dei comandi durante l’esecuzione del comando stesso.

Procedimento Grasshopper

Selezionare dalla cartella Parametri il componente Curve (CRV)

Cliccare sul canvas di Grasshopper. Portare tanti componenti quante curve abbiamo creato su Rhino. Ora dobbiamo assegnare ogni componente ad una curva. Lo possiamo fare cliccando col tasto destro sul componente e scegliere la voce “seleziona una curva”. Il software ci porterà automaticamente su Rhino dove possiamo selezionare la prima curva.

Notare che il colore del componente varia a seconda se ha una geometria assegnata (grigio) o se è vuoto arancione). Il colore verde lo acquisisce quando il componente è selezionato.

A questo punto potrebbe essere sufficiente collegare i componenti curve al componente Loft, cartella Superfici > Forme libere > Loft. In questo modo però non avremmo molto controllo sulla geometria finale.

Quindi prima di collegare le curve inseriamo la possibilità di scalare le misure. Utilizzeremo il Componente Scala. Cartella Trasforma > Affine

Questo componente richiede, così come in Rhino, una geometria da scalare, un centro e un fattore di scala.

Possiamo collegare la prima curva alla voce Geometria del componente semplicemente “tirando” il cavo dal componente Curva e portandolo all’ingresso Geometria del componente scala.

Il centro della curva possiamo trovarlo attraverso il componente Centro del poligono che troviamo nella cartella Curve > Analisi > Centro Poligono

Colleghiamo il centro dell’area al centro richiesto nel componente Scala.

Come si vede in foto i componenti si colorano di arancione perché mancano ancora alcuni dati per far funzionare il componente. Vediamo come aggiungerli. Se colleghiamo infatti il componete Curva direttamente alla voce Polilinea del componete Centro del Poligono quest’ultimo si colora di rosso, che è il colore che segnala un errore.

Andando a leggere il messaggio di errore si comprende cosa non ha funzionato. “non è possibile convertire le curve in polilinee”.

Poligono di controllo

Serve un altro componente che possa aiutarci a trovare il centro della curva. Poligono di Controllo fa al caso nostro. Curve > Analisi > Poligono di controllo

Questo componente estrae le Nurbs poligonali di controllo di una curva.

In questo modo abbiamo un poligono, e quindi un centro, per far funzionare il componente Scala. Aggiungiamo uno Slider Numerico digitando direttamente sul canvas il nome del componente. Infatti i componenti possiamo richiamarli sia dalle cartelle sia digitando l’inizio del nome sul canvas.

Se il fattore di scala rimane 1 l’oggetto scalato, rimane delle stesse proporzioni. Per attribuire i valori ad uno slider basta cliccare due volte sul componente e si aprirà una videata con le proprietà. 

Abbiamo un valore coi decimali (R sta per real numbers in inglese) con due cifre dopo il punto, modificando il cursore e si possono aggiungere cifre dopo il punto.
Il range di azione di questo slider: il minimo è impostato su 1 e il massimo su 10, quindi potrà scorrere di 9 posizioni. Questi valori si possono modificare cliccando e digitando il valore desiderato, anche in negativo (-1 ad esempio)

Un altro modo per inserire uno slider è digitare sul canvas il valore minimo seguito dal simbolo < e il valore massimo. Se spostiamo il cursore dello slider il valore di scala si modificherà agendo sulla curva.

Come si vede su Rhino abbiamo sia la prima curva che quella scalata. Possiamo disattivare la visualizzazione della prima curva cliccando sul relativo componente col tasto centrale del mouse e scegliendo l’icona dell’uomo bendato.

Possiamo nascondere anche gli altri componenti e lasciare visibile solo il componente Scala così componenti non visualizzati si colorano di grigio scuro.

Dobbiamo ripetere questa procedura per tutte le curve presenti nella nostra definizione.

Modificando i cursori degli slider si modifica la scala delle curve

Prima di procedere la creazione del Loft dobbiamo ordinare le curve derivanti dal componente Scala. Utilizziamo il componente Merge: Parametri > Tree> Merge.

Inserendo il risultato della scalatura nell’ingresso Data 1 e Data 2 si aggiungerà automaticamente Data 3 e così via, fino al completamento di tutte le geometrie.

Il comando Loft creerà una superficie utilizzando le curve come sezioni. Superfici > Freeform > Loft

Ecco il risultato.
Definizione GH finale

Conclusioni

L’approccio parametrico al design consente di effettuare modifiche progettuali con molta facilità personalizzando il prodotto finale sulle necessità del committente o della situazione esterna in cui sarà collocato il progetto, nel caso si tratti progetto architettonico.


Grasshopper riproduce i comandi di Rhino scomponendoli nelle sue parti. È indubbio che occorre una buona conoscenza di Rhino per poter approcciare il codice visuale di Grasshopper.

La logica suggerita per cominciare ad utilizzare Grasshopper è di iniziare pensando alla fine: qual è l’azione che voglio compiere? Quali oggetti devono compiere questa azione? Cosa mi serve per arrivare a far compiere questa azione agli oggetti?

Nel caso di questo tutorial:

  • azione: Loft
  • oggetti: curve su Rhino (ma si può considerare di costruirle direttamente su Grasshopper)
  • cosa: 1- poter modificare la grandezza delle curve (Scala)
    • per usare Scala occorre trovare i centri alle curve
    • per trovare i centri occorre un poligono di contorno delle curve
      • 2- poter ordinare le curve secondo un ordine (Merge)

LINK

Download demo Rhino 6.0

Download file definizione GH

Video Tutorial YouTube

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Se avete domande o semplicemente avete provato ad eseguire questo tutorial Rhino e Grasshopper potete lasciare un commento.

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